

Poi
passarono alcuni anni e insieme al collega Massimiliano Griner cercai di realizzare
un documentario sulla figura di Jacopetti. Ancora oggi ricordo benissimo quando
lo incontrai al bar Canova e trascorsi un piacevole pomeriggio a parlare di
cinema, televisione, politica e soprattutto dei suoi controversi lungometraggi
(che oggi si direbbero più semplicemente docu-fiction). Il lavoro non si
fece ma in compenso c’è stato chi ha sopperito a questa grave lacuna. Nel 2009 Andrea
Bettinetti ha diretto «L’importanza di essere scomodo: Gualtiero Jacopetti». Prodotto
da Gabriella Manfrè, il documentario rende un tardivo omaggio ad un artista scomodo e
traccia un suo ritratto acuto e graffiante.
Il
17 agosto scorso, anniversario della morte di Jacopetti, non c’era neppure un
trafiletto di giornale dedicato a questo regista degli anni Sessanta e Settanta,
oramai finito nel dimenticatoio, dopo essere stato ricoperto da astioso disprezzo
quando era in vita.
E
per questo lo voglio ricordare, così, a modo mio.
Da Mondo cane (1961) fino aAddio zio Tom (1972), i lungometraggi di Gualtiero Jacopetti stupirono le platee italiane e di tutto il mondo, sbancarono i botteghini, vinsero premi importanti e alimentarono velenose polemiche. Spacciati come inchieste documentarie, questi film riportano eventi scioccanti da diverse latitudini del globo, e mostrano in un frenetico montaggio immagini bizzarre o morbose, legate tra loro da libere associazioni di idee.
In
realtà, al di là dello stereotipo, Jacopetti fu, prima che un cineasta, un
viaggiatore instancabile, un polemista, un irriducibile anticonformista, un
raro esempio di esterofilia in una nazione provinciale. Il cinema gli veniva
dettato da una curiosità divorante, da una vita trascorsa in giro per il mondo
cambiando più volte professione e ruoli.
Ma perché
un regista - oggetto di un vero e proprio linciaggio da parte della critica
nostrana - è stato raggiunto più volte dal successo e da un enorme consenso di
pubblico?

L'opera
di Jacopetti offriva un’altra porzione di mondo: costituiva un caleidoscopio
barocco da cui si veniva aggrediti. Ad una fantasia un po' fumettistica
venivano associati gli stereotipi del cinema narrativo impiegando uno stile
magniloquente ed americaneggiante. Ma dietro la grande carica emozionale e le
annotazioni fulminanti c'era sempre un pessimismo di marca radicale. Nel tono
dei suoi commenti mancava una dimensione morale. Perché niente e nessuno si
salvava dall’amara visione di quella moderna apocalisse.
E se ci starà vedendo
da lassù, anche in questo caso Gualtiero non finirà di soddisfare la sua
divorante curiosità e di ridere delle nostre umane debolezze.
Regie:
Mondo cane
con
Franco Prosperi e Paolo Cavara; commento di Gualtiero Jacopetti; fotografia di
Antonio Climati e Benito Frattari; musica di Nino Oliviero e Riz Ortolani,
orchestrate da Riz Ortolani; organizzazione all’estero di Stanis Nievo; voce
narrante di Stefano Sibaldi; produzione Cineriz (Italia, 1961).
La donna nel mondo
con
Franco Prosperi e Paolo Cavara; commento di Gualtiero Jacopetti; fotografia di
Antonio Climati e Benito Frattari; montaggio: Gualtiero Jacopetti; musica di
Nino Oliviero e Riz Ortolani, orchestrate e dirette da Riz Ortolani;
organizzazione all’estero di Stanis Nievo; voce narrante di Stefano Sibaldi;
produzione Cineriz (Italia, 1962).
Mondo cane n. 2
con
Franco Prosperi; commento di Gualtiero Jacopetti; fotografia di Benito
Frattari; montaggio di Mario Morra; musica di Nino Oliverio diretta da Bruno
Nicolai; produzione Cineriz (Italia, 1963).
[In
circolazione nel circuito amatoriale c’è anche un’altra versione, di venti
minuti più lunga, che fu presentata al pubblico delle sale con il titolo Mondo Pazzo.]
Africa addio
con
Franco Prosperi; commento di Gualtiero Jacopetti; fotografia di Antonio
Climati; organizzazione generale di Stanis Nievo; musica composta e orchestrata
da Riz Ortolani; produzione Cineriz (Italia, 1966).
Addio
Zio Tom
[tit. ult. Zio
Tom]
con Franco Prosperi (alias Charles Price, alias Frank Shannon); commento di
Gualtiero Jacopetti; fotografia: Claudio Cirillo, Antonio Climati, Benito
Frattari; montaggio: Franco Prosperi e Gualtiero Jacopetti; voce narrante di Nico Renzi; produzione
Cineriz (Italia, 1972).
Mondo Candido
con
Franco Prosperi; soggetto di Gualtiero Jacopetti, Franco Prosperi e Claudio
Quarantotto, dal “Candide”, di Voltaire; sceneggiatura di Franco Prosperi e
Claudio Quarantotto; fotografia di Giuseppe Ruzzolini; montaggio di Franco
Letti; musica di Riz Ortolani; con Christopher Brown (Candido), Michelle Miller
(Cunegonda), Jacques Herlin (Pangloss), José Quaglio (l’inquisitore), Richard
Domphe (il negro Mocambo); produttore esecutivo Claudio Mancini e Camillo Teti,
produzione *** (Italia, 1975).
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