Come posso dimostrare di essere l’autore di
una sceneggiatura o di un romanzo? Come posso attestare la paternità di
un’opera originale ed evitare che qualcuno la copi?
Molti scrittori di film e di romanzi si pongono questa
domanda e cercano di difendere il frutto delle loro fatiche con qualche
stratagemma, mettendosi al riparo da eventuali plagi. Non basta certo scrivere su un foglio “tutti i diritti sono
riservati all’autore” per impedire una vile scopiazzatura del proprio lavoro. Cautelarsi
sul copyright garantisce lo scrittore da brutte sorprese e gli permette
di far girare liberamente l’opera senza doversi preoccupare che un giorno una propria idea possa
essere soffiata.
Quali sono i sistemi migliori per la
tutela dei propri diritti? Siae, Sresa, Wga o Copy-zero?
Che dopo tante fatiche una sceneggiatura o un
romanzo vengano copiati di sana pianta è l’incubo
ricorrente di molti autori.
C’è da dire che l’editoria è
ridotta allo stremo e il mercato dell’audiovisivo è così depresso che in Italia appare
difficile anche solo immaginare una rincorsa alle idee migliori. Non sono le
idee che mancano, ma latitano l’imprenditoria, il tessuto industriale, un
circuito economico sano, investitori, produttori ed editori che facciano il loro
mestiere, una adeguata valorizzazione dello script e risorse adeguate per
lavorare ad uno sviluppo di storie di valore universale.
Veniamo però al punto: come faccio a evitare
che qualcuno cloni il mio prototipo di copione o romanzo, la cui originalità voglio
difendere con tutto me stesso?
Siccome siamo in un paese di furbetti, dobbiamo correre ai ripari in caso di una contesa giudiziaria e bisognerà dimostrare non solo di essere gli autori di un’opera ma anche di averla creata in una data precisa, antecedente a chi potrebbe aver rubato la nostra opera e dichiarata propria. In sede di controversia verrà riconosciuto come autore dell’opera chi dimostrerà che la data di creazione della propria opera è anteriore a quella di un altro autore che si è appropriato in maniera indebita di essa.
Per ottenere un documento formale che comprovi la paternità dei diritti d’autore e la creazione di un’opera in una data X, ci sono diversi sistemi. Costosi e non. Affidabili o un po’ fragili.
Puoi depositare il testo presso il Servizio Beni Culturali - Diritto d'autore e vigilanza sulla SIAE:
Il servizio del Ministero dei Beni Culturali ha competenze in materia di diritto d’autore e di disciplina della proprietà letteraria e svolge attività di vigilanza sulla Società Italiana Autori ed Editori (S.I.A.E.) provvede agli adempimenti di legge relativi all’obbligo del deposito ed alla registrazione delle opere stesse.
Pertanto ci si può recare presso la BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE, Viale Castro Pretorio, 105 - ROMA, PIANO SECONDO, STANZA N.212 (ore 9:00 – 13:15 e 14:00 – 15:30) con soggetto, sceneggiatura, racconto o romanzo e provvisti di due marche da bollo. L'impiegato addetto provvederà regolarmente al deposito.
Potete anche procedere per posta e inoltrare direttamente l'opera a:
Ministero per i beni e le attività culturali - DIREZIONE GENERALE PER LE BIBLIOTECHE, GLI ISTITUTI CULTURALI E IL DIRITTO D’AUTORE - SERVIZIO III / ARCHIVIO
Via dei Laterani 28 Palazzina E (ultima a destra) - 00184 ROMA
Per qualsiasi info: 06 77250984 oppure 06 448699/1
dirittoautore@beniculturali.it
deposito.dirittoautore@beniculturali.it
Puoi registrare
l’opera presso la Società Raccolta e Salvaguardia Arte:
La SRESA (Società Raccolta e Salvaguardia
Arte) rappresenta una valida alternativa ai tradizionali sistemi di certificazione
delle opere dell’ingegno artistico, in particolare per musica, testi e
fotografia, perché ti permette di depositare qualsiasi opera dell’ingegno e
certifica la data di deposito.
Grazie ad un brevetto esclusivo depositato,
ideato da un gruppo di professionisti emiliani, SRESA unisce oltre alla tutela
uno strumento di promozione offrendo allo stesso tempo un’area personale dove l’Artista
può promuovere se stesso e la propria Arte utilizzando Internet.
L’Artista
che ha necessità di tutelare un’Opera deve semplicemente inviarla a SRESA scegliendo
tra il canale online e il tradizionale canale postale; tutte le informazioni e
i contratti vengono inviati all’Artista via e-mail, facilitando e velocizzando
il disbrigo della pratica. A questo punto l’Opera depositata è protetta a norma
di legge dal DPR 513/97 e dal DPCM 8 febbraio 1999 ed a richiesta sarà
possibile usufruire del marchio "Certified by".
L’opera può essere spedita anche tramite
e-mail ed il costo ammonta a 50 euro all’anno (pari al canone dello spazio web
della Sresa Bank) a cui sono da aggiungere 7 euro a deposito.
Se non si vuole usufruire dello spazio on
line e della banca dati in rete, ma solo della tradizionale certificazione su
carta, i costi sono di 7 euro.
Puoi registrare
l’opera presso la Writers Guild of America
L’opera può essere spedita via web in un
documento formato ASCII text, PDF (Adobe Acrobat), Microsoft Word, Final Draft,
non superiore ai 10 Mb e non zippato. Al posto del SSN (Social Security Number),
che si usa negli Stati Uniti, è preferibile inserire il numero della patente
(Driver Licence) o il codice fiscale (Other) dell’autore dell’opera.
La WGA, potentissima associazione sindacale
degli sceneggiatori americani, accetta con piacere le registrazioni anche al di
fuori dagli USA.
Il servizio costa 20 dollari, da corrispondere
ogni 5 anni. Anche qui, come per la SIAE, la registrazione è rinnovabile.
Metodo efficace al pari della registrazione
in SIAE, è molto veloce, si può compiere in pochi minuti andando sul sito,
uploadando la propria opera e pagando con la carta di credito direttamente.
Credo che anche la WGI, struttura omologa
italiana, dovrebbe dotarsi di un servizio simile e assicurare la registrazione
delle sceneggiature e la tutela dell’originalità delle opere. E forse in futuro
gli autori italiani potranno registrare le loro sceneggiature grazie alla WGI.
Puoi utilizzare
Copyzero o il servizio (gratuito) Copyzero on-line
Copyzero è un progetto promosso dal Movimento
Costozero, un’associazione milanese no profit. Lo scopo è quello di tutelare il
diritto d’autore con sistemi diversi.

La smart card rilascia
un certificato digitale in grado di specificare i propri dati, l’identità del
titolare della card e il periodo di validità del certificato. L’autore converte
la propria opera in formato digitale, inserisce i dati di copyright, l’eventuale
licenza e infine appone la firma elettronica e la marca temporale (disponibile
al costo di 0,36 euro). A questo punto il titolare entra a far parte di un
elenco pubblico di certificati consultabile online. In particolare la marca
temporale permette di ottenere la prova della creazione di una determinata
opera e quindi di poter stabilire un ordine cronologico con le altre e può
essere fatta valere in giudizio fino a 20 anni dalla data della sua emissione.
- - Copyzero online è un servizio comodissimo, immediato ed a costo... zero! L’opera in formato digitale viene compressa in un archivio protetto da
password e inviata direttamente a copyzero.org, insieme a un modulo compilato e
un documento di identificazione. Una volta ottenuta la marca temporale, l’autore potrà scaricarla dalla rete. Si ottiene così una prova
legale dell’esistenza di un’opera ad una data certa. Il servizio è gratuito ma
riservato ai sostenitori dell’associazione che abbiano effettuato nell'anno
corrente una donazione alla tesoreria non inferiore a 5,00 euro.
Puoi inviare
a te stesso un plico sigillato (contenente l’opera) per mezzo di una raccomandata
con ricevuta di ritorno:
Poiché il timbro postale viene accettato
dalla legge come attestazione di una data certa, è possibile proteggere la
propria opera auto-spedendosela in raccomandata R/R e custodirla sigillata in
un cassetto. In caso di necessità, dovrebbe essere sufficiente andare da un
giudice di pace con la busta intatta per dimostrare di aver scritto quell’opera
prima di un’altra persona.
Questo metodo mostra una evidente crepa se
troviamo un implacabile decifratore e applicatore della legge vigente. Va detto
che il timbro in questione garantisce la data di creazione soltanto se apposto
direttamente sull’opera. Quindi, a essere rigorosi, il foglio dell’opera
dovrebbe recare il timbro dell’ufficio postale, e poi essere piegato in quattro
parti e con i margini sigillati, in modo tale che contenuto e contenitore siano
la stessa cosa e l’involucro faccia corpo unico con il materiale spedito.
Puoi inviare
una raccomandata al Presidente della Repubblica, il quale è obbligato a vidimare,
annotare e protocollare tutto ciò che gli viene mandato:
La Presidenza della Repubblica, dopo aver
aperto la corrispondenza, annoterà sul proprio registro la data di ricevimento
del prodotto.
Questo rimedio fai-da-te non ha costi ma non
è neppure sicurissimo.
Dato il peso della burocrazia italiana e la
confusione che regna sovrana, persino nelle stanze del Presidente, potremmo
avere la brutta sorpresa di scoprire che il protocollo della nostra opera è andato
perso all’interno di sterminati archivi di documenti. Inoltre sarà difficile per
il povero scrittore individuare il proprio documento tra i tanti pervenuti alla
Presidenza.
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E’ uno dei tanti modi per dire “ehi, la mia
opera esiste dalla data x”. Se si lascia una traccia certa della sua esistenza
e del suo passaggio nella nostra vita, si potrà intentare più facilmente una
querela di falso e una causa di plagio ad un eventuale scopiazzatore.
Potresti anche pubblicare il copione su
una testata on line, purché sia dimostrabile la data della creazione e dell’uscita
dell’opera.
Puoi registrare l’opera presso la Siae:

Anche se non è necessario iscriversi alla SIAE, il deposito dell’opera ha un costo relativamente alto (Euro 110,00), vista la difficoltà che un autore incontra nel vendere un proprio copione.
Se invece sei iscritto alla SIAE e desideri registrare un format televisivo, l'operazione è gratuita e basta compilare un modulo e farsi apporre un timbro.
Puoi
depositarla presso un notaio.Se invece sei iscritto alla SIAE e desideri registrare un format televisivo, l'operazione è gratuita e basta compilare un modulo e farsi apporre un timbro.
Un altro metodo per l’attestazione di
paternità di un’opera è l’atto notarile: è sufficiente recarsi presso lo studio
per l’attestazione pubblica e affidare una copia dell’inedito ad un notaio che,
dopo averne firmato tutte le pagine, conserverà la copia nel suo archivio. Il
verbale così redatto costituisce atto pubblico, facente piena prova anche della
data di consegna dell’opera.
Inutile dire che la pratica, seppure assai
affidabile, abbia un costo decisamente elevato.
La parcella media di una simile operazione ammonta a 300-400 euro.
Terminata questa panoramica, è bene ricordare che Italia la legge 22 aprile 1941 n. 633 e la sua recente modifica (18 agosto 2000, n. 248), tutelano le opere dell’ingegno indipendentemente da qualsiasi deposito. Il diritto d’autore copre anche l’opera non pubblicata, in quanto è comunque un’opera artistica, anche se non produce reddito. La Cassazione ha sancito questo principio in una recente sentenza, in seguito a una pubblicazione che aveva copiato il contenuto da un’altra opera non pubblicata. Dopo un primo diniego del Tribunale, la Corte d’Appello ha ribaltato il verdetto ed ha accertato sia l’anteriorità dell’opera inedita rispetto a quella pubblicata e sia la conoscenza dell’opera inedita, sulla quale erano state apportate marginali modifiche. La sentenza ha riconosciuto che l’oggetto del diritto d’autore non è il diritto di sfruttare commercialmente l’opera, ma è il “bene immateriale” in sé. Tuttavia, per avere la certezza di poter dimostrare la paternità di un’opera, è necessario fornire una prova certa di appartenenza (la cosiddetta “registrazione”), con uno degli espedienti che vi ho suggerito...
...E con l'occasione ringrazio tutti quelli che mi hanno fornito preziosi consigli per queste pagine.
Ok, adesso che sapete come “proteggere” il copyright, non lasciate che la vostra opera muffisca nel cassetto ma fatela circolare il più possibile.
Mi auguro per voi che l'opera alla fine sia letta e apprezzata da un
produttore o da un editore. E... buona fortuna!
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