lunedì 30 luglio 2012

I LIBRI DA LEGGERE SOTTO L'OMBRELLONE



Si avvicinano le  agognate vacanze e stiamo preparando i bagagli. Quali saranno le nostre letture? Consigli e recensioni in pillole. Romanzi, saggi e il meglio dell’editoria. 












Bologna permettendo – Mattia Bernardo Bagnoli (Fazi, € 17,50)
Nei giorni del G8 un misterioso serial killer va in giro per Bologna ad avvelenare i punkabbestia. Uno specchiato commissario napoletano e un criminologo con qualche scheletro nell’armadio si ritrovano ad indagare separatamente sui crimini.
Un giallo coinvolgente, che rinfresca le regole del genere e nel finale riserva amare sorprese.

Riportando tutto a casa – Nicola Lagioia (Einaudi, € 20)
Per chi ama i romanzi di formazione, un viaggio senza ritorno nel cuore marcio del Paese.
A Bari, negli anni Ottanta, tre adolescenti che vogliono divertirsi ed emergere, si muovono tra festini, droga e belle ragazze, e respirano il finto edonismo di un ambiente corrotto e votato ad un nuovo benessere. Ma la crescita dei protagonisti significa fare i conti con delusioni, compromessi e rinunce, con le zone d’ombra del potere, con appalti truccati e loschi faccendieri.

 


Brancaleone. Il romanzo – Age, Scarpelli e Monicelli (Gallucci, € 15)  
Le imprese della sgarrupata armata tornano sotto forma di romanzo e sono già un successo editoriale. Partendo dall’abbondante materiale raccolto dagli autori per il film, quando ancora la sceneggiatura era un lavoro di enorme scavo sui personaggi e sulla storia, oggi possono rivivere sotto gli occhi dei lettori le gesta dell’indimenticabile Brancaleone, il cavaliere protagonista di un immaginifico Medioevo. Spaccone e codardo, realista e sognatore, l'eroe di Norcia vorrebbe conquistare una signoria ma le sue paure sono più forti dei suoi slanci. Una satira nerissima e quanto mai attuale. 

L’altra verità. Diario di una diversa – Alda Merini (Bur Rizzoli, € 8,40) 
«Il giorno che ci apersero i cancelli, che potemmo toccarle con le mani quelle rose stupende, oh, fu quello il tempo in cui tutte le nostre inquietudini segrete disparvero.»
Un’esperienza decennale in manicomio, una serie infinita di attimi grondanti di amore e sofferenza, sotto forma di un diario e di lettere.
Opera impedibile di un’autrice che «rasenta il macabro ed il putrido» ma seguita ad esaltarsi per gli aspetti meravigliosi della vita.

I cinquanta nomi del bianco – Franco Limardi (Marsilio, € 17,50)
Per chi ama i noir e le strutture narrative solide, e non ha paura di restare con il fiele in bocca.
Un investigatore prossimo alla pensione ed un ex detenuto incrociano le loro strade. Indagano parallelamente sulla scomparsa di una ragazza, la figlia di un piccolo criminale. A ciascuno dei due manca qualche frammento di verità per arrivare alla soluzione. Dalle loro inchieste affiorano pericolose connessioni con il mondo del racket, prostituzione e malavita organizzata.
Nella lingua degli eschimesi esistono cinquanta modi diversi per definire le sfumature del bianco della neve, esattamente come nella storia di Limardi c’è un numero elevato di sfumature anche per il Male.

Il giovane Philby (Robert Littell, Fanucci, € 16)
Un saggio che è più movimentato di un thriller e lascia intuire la nascita di un nuovo genere. La vita da spia di Harold Philby (1912-1988), un inglese votato alla causa marxista ed entrato nell'intelligence occidentale solo per smantellarne il sistema. Doppiogiochista al servizio del KGB e talpa dei russi all’interno delle strutture di Londra. Anzi no. Uno 007 intrepido che finge di lavorare per l’Unione Sovietica ma non fa altro che disinformarli e depistarli. Le interviste agli agenti e le rivelazioni degli amici di Philby non fanno altro che gettare una luce diversa sul protagonista, cambiano la prospettiva e aggiungono un tassello in più, in nome del relativismo dell’io narrante. La ricostruzione a incastro potrebbe essere un film, alla Kitizen Kane, o una cupa pièce teatrale. E ha il pregio di non annoiare mai. 

Minchia di re – Giacomo Pilati (Mursia, € 13)
A cavallo tra Ottocento e Novecento, in un’isola siciliana una ragazza si trasforma in un uomo per amore: indossa i pantaloni, fascia il seno, si fa correggere il certificato di battesimo ed inizia una finzione che durerà tutta la vita con la complicità silenziosa del paese. Una storia vera, avvenuta nell’isola di Favignana, di un personaggio tanto controverso ed irriverente da diventare leggendario. Un racconto che mescola toni intimi ad affresco storico. Un invito alla libertà ed alla ribellione, ma soprattutto un inno inebriante ai sentimenti.

Il canto delle manere – Mauro Corona (Mondatori, € 15)
Un romanzo epico ma al tempo stesso minimalista. La storia di Santo della Val Martin, boscaiolo inquieto, all’inizio omicida per amore, poi in fuga dal proprio passato e da se stesso, in cerca di fortuna tra le foreste dell’Austria, ed infine uomo maturo e redento, che sente la nostalgia della propria terra. «Quella è la vera condanna, sapere che indietro non torni. Allora ti viene i ricordi dei bei tempi, quando tutto era a posto. Questi ricordi ti fa rabbia e dolore finché vivi».
Un poema nitido come la pietra, tagliente come la lama affilata di una scure.


Ne approfitto per ringraziare tutti quelli che mi hanno seguito finora e per augurare loro BUONE VACANZE! 
Quando apparirà questo post probabilmente sarò già da un pezzo sotto al sole o immerso nelle acque cristalline di Favignana... 
Ci rivediamo dopo le vacanze!