domenica 11 novembre 2012

UN NUOVO CANALE PER I GIOVANI REGISTI CHE AMANO I GENERI: CUBOVISION E RAI CINEMA!

Dopo una stagione non certo esaltante e dopo i flop dei “vecchi” registi, ormai logori e ripetitivi, Rai Cinema tira fuori dal cilindro un progetto di grande presa che apre ai “giovani” filmaker. Dieci film di genere. Dieci autori che non raccontino le solite storie provinciali e pettinate. Il tutto nato per il web, in previsione di un cambiamento della fruizione dello spettacolo. E il tutto in nome di un ricambio generazionale ormai auspicato da gran parte degli appassionati di cinema.


La scommessa è di quelle ardite e parte nel 2010. Rai Cinema decide di aprire le porte ai giovani e di dare la stura a tutte quelle storie che di solito non vengono prodotte in Italia, da quando la commedia e il cinema autoriale hanno preso il sopravvento nell’enclave dei soliti noti. Ed ecco allora le regole per questa sorta di concorso lanciato due anni fa: film di genere (thriller, fantascienza, horror), formato da un'ora e mezza, registi sotto i 30 anni, progetto low budget. E infine la rete. Si punta infatti a ripensare il consumo dei prodotti usciti dalla fucina di Rai Cinema, che avranno la loro strada solo su Internet.
I dieci film di “Web Movies” – questo il nome dell’iniziativa – sono frutto di un’attenta selezione di uomini e di idee e, una volta approdati alla realizzazione, avranno nella rete il loro mezzo di distribuzione primario. Su Cubovision, la TV di Telecom Italia, ogni mese un nuovo titolo sarà visibile gratuitamente in anteprima. Poi saranno disponibili attraverso varie modalità web come Rai Cinema Channel, il nuovo canale web di Rai Cinema, e su altre piattaforme come You Tube. Esaurito il primo periodo di lancio, che non prevede profitti, i film saranno visibili a pagamento su iTunes, lo shop on-line di Apple, e su altre piattaforme on-line, e distribuiti in home video. A seguire saranno trasmessi in televisione su Rai Movie.

L’iniziativa è doppiamente lodevole perché per la prima volta nel nostro paese si gettano le basi di una linea editoriale “di genere”. Thriller, gialli psicologici e  fantasy che negli ultimi 40 anni sono mancati dalla cinematografia italiana. Il ritorno al genere, salutato positivamente in passato anche dal gruppo “Maddalena ‘93”, significherebbe un approccio meno velleitario e masturbatorio al racconto e costringerebbe i nostri registi a uscire dal solipsismo ed a guardare finalmente al mercato. Un buon cinema medio, che sappia fare i conti con una teoria della narrazione e si ponga il problema di intercettare i gusti del pubblico, non è detto poi che non riesca a interpretare la società contemporanea ed a riprodurre un nuovo immaginario collettivo forse meglio degli “splendidi 50enni” che hanno fallito, ovvero i senatori del nostro cinema, ormai chiusi nelle loro torri d’avorio.

In secondo luogo l’iniziativa targata Rai, destinata alla rete internet, è finalizzata ad aprire nuovi canali di distribuzione alternativi a quelli tradizionali. Se la sala sta morendo e gli esiti dei film di Virzì, Bellocchio, Piccioni e Garrone lo stanno a dimostrare, allora ben venga la realizzazione di film di intrattenimento a basso costo che siano destinati al web. Scavalcare la sala come luogo naturale di fruizione potrà far arricciare il naso a molti, ma in questo momento di crisi e di mutazione tecnologica occorre testare il mercato anche su una realtà alternativa, creando una filiera di sfruttamento diversa per capire se il potenziale del web può rappresentare davvero un’opzione valida, meno costosa e più semplice, e quali piattaforme siano più efficaci in questo senso.
 
 
 
Molte le luci dell'iniziativa, presentata in questi giorni all'Auditorium, ma ci sono anche delle ombre che purtroppo ci è dato di registrare. La mancanza di trasparenza nella selezione dei giovani registi è il primo limite di questi web movies. Nel 2009 e nel 2010 non sono mai stati resi noti bandi per un concorso aperto a tutti nè sono mai state pubblicate su internet le liste dei partecipanti. I requisiti ed i criteri di selezione, come ad esempio l'età dei registi, sono state disattese se ad esempio uno dei filmaker ammessi ha 43 anni. Poi, altra nota negativa è che non esista un sito di riferimento e non siano stati previsti investimenti pubblicitari e di marketing per l'uscita dei prodotti, anche se speriamo che non vengano abbandonati a se stessi. Quello che si teme e che va a demerito di Rai Cinema è che l'iniziativa sia una goccia d'acqua bel deserto e manchi di una vera progettualità. Il nostro dubbio è che, spenti i riflettori e varati i dieci film, con perfetto stile italiano ci si lasci tutto alle spalle e si dimentichi il know how formato da questa esperienza. Il dubbio insomma è che Rai Cinema continui a finanziare le pellicole dei soliti noti senza investire un euro sulle piattaforme web e sulle giovani risorse e quindi disperdendo l'importante patrimonio acquisito.   

 

Ma torniamo a noi, alle note positive, e alle creature uscite dal progetto. I dieci web movies, realizzati e in fase di realizzazione, sono i seguenti:

- “Fairy Tale” di Ascanio Malgarini e Christian Bisceglia

- “Andare via” di Claudio Di Biagio

- “Aquadro” di Stefano Lodovichi

- “Circuito chiuso” di Giorgio Amato

- “La voce dei cani” di Mario Amura

- “L’ultimo weekend” di Domenico Raimondi

- “Neverlake” di Riccardo Paoletti

- “The Happy Days Motel” di Francesca Staasch

- “True Love” di Enrico Clerico Nasino

- “The President's Staff” di Massimo Morini

Nessuno di loro ha superato i 400mila euro di budget. Alcuni sono co-prodotti, altri finanziati in esclusiva dalla Rai.

Tra i web movies segnaliamo “Andare via”, di Claudio Di Biagio, autore e regista della strafortunata e stravista web-series “Freaks”; il progetto assai inconsueto “The President's Staff”, di Massimo Norini, ambientato addirittura alla Casa Bianca e girato in lingua inglese; ed infine il claustrofobico "Circuito Chiuso, di Giorgio Amato, un progetto chiuso in un cassetto da quasi 15 anni.

Forse il prodotto più maturo e – in senso buono – il più commerciale del lotto, “Fairy Tale” di Ascanio Malgarini e Christian Bisceglia, sarà il primo dei dieci Web Movies visibile per un mese su Cubovision a partire dal 15 novembre. La confezione è impeccabile e, a giudicare dalla clip, le emozioni sono assicurate. L’idea del film e la complicità tra i due registi nasce nel 2010 da una serie horror trasmessa da Sky Fantasy, Fairy, che forse qualcuno ricorderà per la brillantezza dello stile, l’argomento toccato – il mondo dell’infanzia e l’istinto di protezione del genitore – e la capacità di raccontare una favola in toni foschi e angoscianti.