domenica 29 settembre 2013

SOLINAS PER WEB-SERIES: RITORNO AL PASSATO

NON SI VIVE 
DI SOLE COMMEDIE 

Preannunciata ad agosto una "bottega delle idee" che avrebbe dovuto sperimentare forme di racconto digitali per Rai Fiction, venerdì scorso è stato lanciato il bando, con forti limitazioni. Quali sono le nuove forme di racconto? Le commedie. Da fine settembre quanto tempo avranno gli sceneggiatori per stendere gli elaborati? Fino al 7 novembre. Come saranno ripagati i vincitori che avranno un loro prodotto sui canali RAI? Con una borsa di studio di 2000 euro e altri 3000 euro (da spartire tra  regista e il team di sceneggiatori).  

Sono tornato a casa dal fine settimana e aprendo la posta elettronica ho trovato una montagna di segnalazioni. Molti giovani autori in contatto col mio blog si sono prodigati nel farmi presente la loro cocente delusione all’uscita del bando del premio Solinas. E così, eccomi qui a farmi megafono di tante voci di protesta.
Più di un mese fa un ampio comunicato stampa annunciava che sarebbe stato lanciato a settembre un Premio Solinas aperto a tutti i progetti per la lunga serialità web ed ai nuovi formati di racconto per internet. Le web series avrebbero avuto al centro del proprio sviluppo le Idee e le Storie. Nessuna preclusione. Alla fine di settembre invece è stato “lanciato” il bando, che chiudeva le porte al genere horror, fantascientifico, thriller, giallo, fantasy, western, storico, drammatico, melò, bellico, etc. ed eliminava la possibilità di partecipare al concorso con qualsivoglia forma di racconto che non fosse una Commedia. Una piccola, piccolissima dicitura – una frase appena - specificava che questa edizione della “Bottega delle Idee” sarebbe stata riservata alle commedie. Dunque il primo concorso italiano per importanza ha stabilito con una brusca sterzata che l’unico genere che approderà nel 2014 nel mondo digitale RAI sarà la commedia.
Non sarebbe stato più corretto a questo punto annunciarlo il 4 agosto, al momento in cui si strombazzava l’iniziativa? La data di consegna fissata al 7 novembre non è troppo ravvicinata rispetto alla attuale riformulazione del bando? Perché tutta questa fretta di consegnare gli elaborati a novembre? I partecipanti al concorso che hanno cominciato a scrivere una serie comica da quasi due mesi non saranno favoriti, non avranno molte più opportunità di quei poveracci che in una manciata di giorni dovranno partorire una serie di tal genere?
Tutte domande che si sono accavallate nella mia e-mail, da parte di aspiranti sceneggiatori. Ma io credo che non sia questo il punto della questione.


UNA RISATA CI SEPPELLIRA’

A mio modesto avviso la drastica chiusura a tutti i generi – seppure legittima, badate bene, dal punto di vista organizzativo – sembra condannare video-makers e scrittori a utilizzare un unico registro stilistico, quello comico, persino nel mondo di internet che dovrebbe essere il luogo privilegiato della sperimentazione e della libertà espressiva. 
Probabilmente l’idea che il nostro cinema faccia incassi solo con la commedia (con prodotti popolari come i cinepanettoni), la presenza forte nei palinsesti televisivi del macro-genere comico e lo stereotipo che vuole la leggerezza più adatta ai tempi di crisi avranno indotto il premio Solinas a confinare le proposte di serialità all’eterna commedia. Ma nel resto del mondo il linguaggio si è evoluto, internet ha accresciuto il ritmo del plot e la potenza delle immagini, proprio grazie a generi forti come sci-fi, gotico e urban-fantasy. Questi generi riescono a regalare in sei minuti grandi emozioni, usano metafore, simbolismi e suspense per raccontare in modo coinvolgente, distillano azioni esteriori e reazioni agli sviluppi della trama con una gestione accorta della tensione e soprattutto puntano ad un target giovanile (quello più propenso ai contenuti digitali e quello che ama i temi da brivido della next generation). Per non parlare dell’ibridazione tra generi, che ha prodotto risultati fecondi nel campo delle web-series anche in Italia con Freaks, che ha totalizzato milioni di visualizzazioni.
La visione di alcune serie digitali al Roma Web Festival - che denunciano diverse mancanze tecniche e contenutistiche e talora un ritmo soporifero - ha rafforzato la mia convinzione che la commedia nella sua applicazione alla segmentazione corta non vada al di là del bozzettismo scontato, della parodia, del demenziale, oppure - che è anche peggio - dell’intellettualismo di maniera per signore borghesi, e che le gag concentrate in pochi minuti siano le meno adatte alla piattaforma di internet ed al veloce consumo giovanile. Le situazioni divertenti, gli equivoci e le battute delle web-series tricolori rischiano di non superare i confini nazionali. 
Il mio auspicio al contrario è che gli sceneggiatori di domani si possano emancipare dal provincialismo, dalla retorica del cinema e della televisione correnti e si orientino al mercato internazionale, misurando la propria capacità affabulatoria con linguaggi moderni e creando universi alternativi. "Come sceneggiatore il tuo ruolo è portare le persone in luoghi dove non sapevano di voler andare. – ha dichiarato Paul Abbott, autore di Shameless e State of play. - Devi portare il pubblico in un punto che non conoscono, dando loro una visione completamente nuova."      



IL RUOLO DELLO SCENEGGIATORE NELL’AUDIOVISIVO DEL FUTURO

I network non attraversano un momento economico brillante e dunque è lodevole che siano trovate e investite risorse su forme di racconto diverse. Ma il corrispettivo in danaro del Solinas è un altro punto dolente del concorso. La partnership della RAI ed il fatto che il prodotto vincitore troverà posto nella programmazione dei palinsesti facevano sperare in qualcosa di diverso. E’ stata messa in palio una borsa di studio di 2000 euro per il regista e per il team di autori delle tre serialità che accederanno ad un percorso di sviluppo, e altre 3000 euro per un'opzione sui diritti d'autore del vincitore. Dunque chi si aggiudica il premio - regista e sceneggiatori - avranno un totale di 5000 euro per le fatiche della regia e della sceneggiatura di 5 puntate di 7 minuti ciascuna trasmesse dalla televisione di stato. Il messaggio implicito del bando è che il web non paga (e neppure la sperimentazione sulla tv) e dunque i pionieri delle short stories si dovranno accontentare di vedere realizzate le loro creazioni. Almeno in questa prima fase in cui gli inserzionisti pubblicitari latitano e si fidano poco del nuovo.     
  

RITORNO AL PASSATO  

Rileggendo il bando della bottega delle idee comiche ho avuto la sensazione di essere stato invitato ad una festa già finita, in cui le luci sono spente e il proprietario della bottega sta sistemando le sedie sopra i tavoli. Ma parlando fuor di metafora e allargando il campo della digressione, mi pare che giunti a questo livello di gap sia doveroso favorire la rivoluzione digitale con tutte le iniziative possibili, investire sulla formazione, sulla creazione di prototipi e di drammaturgie alternative a quelle convenzionali. Occorre battersi per la libertà espressiva e contenutistica delle web-series. Tutti gli operatori del settore concordano che la scommessa dell'audiovisivo sarà il digitale. 
Se tra 10 anni le storie per immagini vivranno ancora in Italia, lo si dovrà alla rete e alle modalità alternative di fruizione. Presto gli spettatori si collegheranno a home-box, pc, tablet e smartphone e diventeranno un pubblico dialogante e partecipativo, grazie a post, tweet e quant’altro. 
Mi piace credere che la prossima edizione del Solinas, di pari passo con la svolta epocale della tecnologia mondiale, sia aperta alla sperimentazione. 
Dal punto di vista scientifico l’esperimento (dal latino experimentum) è la realizzazione di un’operazione per accertare aspetti che non si conoscono bene. E’ qualcosa che dunque un pioniere fa con coraggio, energia, travolgente libertà e un pizzico di spirito anarcoide, in totale apertura al nuovo, per ampliare le proprie conoscenze e per superare il passato.