mercoledì 18 dicembre 2013

Intervista al produttore della Twinkles Pictures - Come nasce una super... web serie

La web fiction ha uno straordinario potenziale commerciale e può essere sfruttata come strumento informativo e di marketing. Lo dimostra la serie che ha come protagonisti quattro personaggi mascherati (compresa una simpatica nonnina ninja). 
ANCHE I SUPER EROI PAGANO LE BOLLETTE intrattiene, diverte, coinvolge con un ritmo serrato e contemporaneamente veicola un messaggio promozionale. 
Il regista e produttore creativo della web-serie, Gian Luca Caruso, ci svela i segreti realizzativi e alcuni gustosi aneddoti sulla genesi dei tre episodi, e poi fa il punto sulla nostra situazione nel campo digitale.   

Da pochi giorni la potete vedere su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=zf4-RzudJaE), la divertente web fiction targata Twinkles Pictures. E' la prima narrazione digitale imprestata al mondo bancario: "Anche i super eroi pagano le bollette". 

Abbiamo incontrato il regista e produttore creativo della web-serie, Gian Luca Caruso, che ci ha raccontato il percorso che lo ha portato a realizzare il suo interessante progetto.  



1.    Com’è nato il progetto e cosa raccontano i tre episodi della web-serie?

Tutto è iniziato a Luglio quando l’associazione Movimento Difesa del Cittadino ha contattato la Twinkles Pictures, la web video agency con cui lavoro come regista e produttore creativo, chiedendo un’idea per un video virale sui servizi della Banca Multicanale. Il video avrebbe dovuto inserirsi nell’ambito del progetto Facile&Sicuro, un’iniziativa promossa dalla banca UniCredit in collaborazione con le associazioni Movimento Difesa del Cittadino, Adiconsum e Codacons, il cui obiettivo comune è garantire la tutela del cittadino-consumatore, informandolo sui servizi innovativi della Banca Multicanale. A noi è stato chiesto di realizzare un video divertente per incoraggiare gli Italiani ad avere un approccio più tecnologico con la propria banca, invitandoli ad usufruire non solo del classico sportello bancario, ma scoprire anche le innumerevoli possibilità di avere un conto on line. Moltissime persone, infatti, rinunciano ad utilizzare questi servizi perché sono anziani o non hanno confidenza con internet, ma soprattutto perché temono che non siano affidabili in termini di sicurezza. La nostra sfida è stata scrivere un’idea vincente in grado di superare le loro resistenze. Abbiamo quindi pensato ad una web-serie in tre puntate i cui protagonisti sono dei paladini della giustizia, garanti della sicurezza della Banca Multicanale, e una Nonnina Ninja ultra moderna e ipertecnologica, che ha il conto on line e sa usare il tablet meglio dei suoi nipoti.

2.    Con che mezzi hai girato le puntate di Anche i supereroi pagano le bollette e che tempi ha avuto il set?

Ho scelto di dare alla web-serie un taglio cinematografico e utilizzare per le riprese le Canon 5D Mark II. Sul set avevamo dei tempi molto ristretti, il pub scelto come location ci è stato messo a disposizione per appena un giorno e mezzo, e dovevano bastarci per girare: i tre episodi, una complicatissima sequenza di combattimento e la video sigla iniziale su green-screen, per un totale di quasi 100 inquadrature! Ce l’abbiamo fatta ricorrendo ad un elaboratissimo piano di lavorazione, un camera script molto dettagliato e l’utilizzo anche di tre fotocamere Canon in contemporanea. A tal proposito vorrei ringraziare i nostri due Direttori della Fotografia, Maurizio Di Loreti e Fabrizio Bracci, ed elogiarli per l’elevata qualità artistica delle immagini realizzate in pochissimo tempo e con grande dispendio di forze.




3.    Che tipo di lavoro hai fatto sugli attori che impersonano la Nonnina Ninja, Lux man, Sightwoman e Superdriver? 

Prima di arrivare a loro c’è stato un grande lavoro di ricerca e selezione dei possibili candidati, per il cast definitivo ci siamo avvalsi della consulenza su Roma della casting Adriana Sabbatini e su Napoli dell’agenzia di Marianna De Martino. Il risultato è stato un favoloso quartetto di Super Eroi capitanato dalla straordinaria Giusy Valeri, l’attrice che impersona la “Nonnina Ninja”, già protagonista di numerose fiction RAI e dotata di un innato talento comico con cui da anni riempie i teatri “Il Puff” e “Ve l’avevo detto”. Nei panni di “Lux Man” è stato scelto Fabio La Fata, un giovane e promettente attore siciliano che vedremo presto tra i protagonisti della fiction “Don Matteo”. “Sight Woman” è l’incantevole Ilenia Incoglia, una bellissima attrice partenopea apparsa di recente in  “Un Posto al Sole”. E ad interpretare “Super Driver” c’è Antonio Polito, affermato attore napoletano di teatro e fiction, esperto di arti marziali, che presto avremo il piacere di vedere nella serie tv “Squadra Anti Mafia”. A tutti loro ho chiesto di interpretare il proprio personaggio pensando ai cartoni animati e di immaginare sé stessi come i protagonisti di un divertente cartoon della Disney Pixar. Il risultato finale lo giudicherete voi!

4.    Hai riunito nella tua persona molti ruoli, dal produttore al regista. In tante web-series è una scelta obbligata per motivi di budget. Credi che in genere sia un vantaggio sommare più funzioni oppure una perdita di competenze e contributi?

In generale, soprattutto nell’ambito di progetti cinematografici e di fiction tv, credo che sia molto importante una differenziazione dei ruoli e delle figure professionali da impegnare nelle varie fasi di lavorazione. Nel caso specifico della nostra web-serie, ho personalmente ricoperto prima il ruolo di creativo proponendo ad UniCredit l’idea del video, dopo la loro approvazione ho scritto la sceneggiatura dei tre episodi, immaginandomi anche lo stile visivo e il ritmo narrativo con cui da regista avrei raccontato la storia sul set. Per mia fortuna, nella fase di preparazione, produzione e post-produzione, sono stato affiancato dalla validissima Rita Figus, produttrice esecutiva e project manager della Twinkles Pictures, che mi ha supportato in tutte le fasi della realizzazione, consentendomi di concentrare le forze sugli aspetti creativi della narrazione.

5.    Sei riuscito a coniugare il lato spettacolare e affabulatorio della storia con quello promozionale e informativo dello sponsor. Ci sono state difficoltà a lavorare con dei partner istituzionali e commerciali? 

Abbiamo avuto il piacere di condividere questa avventura creativa con Thaira Grom, responsabile dell’area Business Development & Client Protection di UniCredit, che ci ha supportato nella fase di ideazione del concept e ci ha aiutato a interloquire con uno dei maggiori istituti bancari al mondo. La sfida era creare un video virale in grado di divertire e far scattare la condivisione tra gli utenti, ma che al tempo stesso rispettasse una linea più istituzionale e non fosse troppo irriverente, come lo sono la maggior parte dei video che impazzano sul web. Con l’aiuto di Thaira e dei suoi colleghi Mauro Marinelli e Morena Senzani di UniCredit, siamo riusciti a trovare la giusta chiave narrativa per raccontare la prima web-serie italiana che ha per protagonista la Banca Multicanale.

6.    E’ il tuo primo prodotto digitale. Cosa ne pensi del mondo delle web-series in cui ti sei affacciato con prepotenza?

Trovo molto interessante il fenomeno delle web-series, perché rappresentano l’evoluzione della fiction seriale tv applicata ad internet. Chi vuole cimentarsi in questo nuovo tipo di narrazione deve però tenere conto di alcuni aspetti fondamentali: il tipo di pubblico a cui ci si rivolge è prettamente giovanile, quindi da creativi occorre pensare a storie e personaggi in grado di far presa soprattutto sugli adolescenti; il principale mezzo di trasmissione dei video è youtube, il nostro pubblico ci vedrà attraverso lo schermino dello smarthpone o del tablet, quindi da registi dobbiamo trovare un adeguato look visivo; il tempo di attenzione che l’utente medio ha nel vedere un video può essere di appena pochi secondi, quindi è importante utilizzare un montaggio particolarmente dinamico e scegliere musiche dal ritmo incalzante. A tal proposito, vorrei ringraziare Susanna Scarpa che ha curato il montaggio della web-serie e ci ha aiutato a trovare la giusta scansione narrativa in cui suddividere il video in tre episodi. Per ciascuna puntata, infatti, abbiamo dovuto individuare un “cliff hanger” sul finale e un “recaps” iniziale, proprio come nelle vere serie tv.

7.    Se come produttore dovessi vagliare un progetto di web-series, con quali parametri li sceglieresti? 

Di questi tempi, difficilmente rischierei di investire in un progetto di web-serie non “sponsorizzato”, perché è molto complicato ricevere un ritorno economico puntando solo sui click della rete. Credo di più in progetti di web-fiction su commissione, dove la sfida è supportare la diffusione su internet di un marchio commerciale. Con la Twinkles Pictures, infatti, stiamo collaborando con dei brand giovani che hanno voglia di affacciarsi sul mercato e lanciare la propria immagine sul web in modo innovativo. La nostra linea strategica è creare dei video emozionali che raggiungano al cuore le persone, inventare storie originali che abbiano per protagonisti i giovani utenti della rete e far scattare in loro la voglia di condividere le proprie emozioni.

8.    Una mamma imperfetta, dopo il web e la tv presto arriverà anche al cinema. Hai previsto un adattamento televisivo o cinematografico del tuo prodotto? Ritieni utile uno sfruttamento cross-mediale della tua idea e spostandola su un altro medium come la cambieresti? Cosa ne pensi del ruolo di internet in un sistema “partecipativo”, come narrazione polimorfa che interagisce con altri media e altre piattaforme?

La nostra web-serie è stata concepita espressamente per internet e suddivisa in tre episodi, con un finale aperto che potrebbe essere il preludio di nuove puntate, destinate però sempre al pubblico di internet. Riguardo ai prodotti “cross-mediali”, sono convinto della loro efficacia sul web, soprattutto se sono delle “emanazioni” di altri prodotti audiovisivi che hanno già una buona distribuzione e visibilità al cinema o in tv, ma aspirano ad agganciare anche il pubblico di internet facendo leva sulla condivisione. A patto, però, che i contenuti creativi proposti on line siano ben diversificati e unici rispetto al prodotto audiovisivo originale.  

9.    Da Super-G a Inside Batman c’è stata una grande fioritura dei super-eroi che rivedono gli elementi classici della mitologia e rompono con la tradizionale visione epica, fornendo una parodia del coraggio e dell’altruismo come li abbiamo sempre visti sul grande schermo e nei fumetti. Perché sul web sono state varate tante caricature dell’eroe in costume? L’eroe è entrato in crisi definitivamente?

“In tempi di crisi, c’è bisogno di super eroi”, è lo slogan con cui abbiamo lanciato on line la nostra web-serie. E infatti oggi ad essere in crisi non sono i paladini della giustizia, ma noi comuni cittadini. Avremmo bisogno realmente di validi super eroi in grado di salvarci dall’incessante pioggia di bollette, che incombe su di noi molto più minacciosa di una nube di gas letale o di un meteorite impazzito. Nella mia web-serie ho provato ad umanizzare i classici super eroi, ritraendoli afflitti dai nostri stessi super problemi: le bollette della luce, il bollo dell’auto, la rata delle tasse, ecc. In questi tre episodi i nostri protagonisti si limiteranno ad aiutarci a scoprire i servizi della Banca Multicanale, nella prossima serie, invece, se vogliono meritarsi davvero il titolo di “super eroi”, dovranno aiutarci a trovare anche i soldi per pagarle le bollette!

10. A che tipo di pubblico vuoi rivolgerti con la tua web-fiction? Se dovessi invitare l’utente medio a vedere la tua web-series, cosa gli diresti e come lo convinceresti a preferire il tuo prodotto rispetto ai tanti che affollano la Rete?    


Ho scritto gli episodi pensando ad un pubblico giovanile e in particolare agli appassionati del genere “comics”. La mia idea iniziale aveva per protagonisti tre icone storiche dei fumetti Marvel e DC Comics, ciascuno con un super problema irrisolto: “Batman” non poteva circolare perché non aveva pagato il bollo della Batmobile, “Spiderman” non poteva richiamare Zia May perché non aveva più soldi sul cellulare, “Ironman” doveva dimettersi dalla “Stark” perché si era dimenticato di pagare le bollette. Successivamente, per questioni legate ai copyright, mi è stato chiesto di accantonare l’idea e creare dei personaggi originali, totalmente inventati. Ho dovuto così rivoluzionare lo script iniziale e ideare tre nuove icone dei fumetti per ragazzi: “Lux Man”, l’uomo che corre più veloce della luce, “Sight Woman”, la donna dalla vista iperbionica e “Super Driver”, l’uomo che si trasforma in Super Car. C’era però da inventare anche un altro personaggio con cui potessero identificarsi quelle persone di una certa età che hanno poca dimestichezza con il computer. Da qui l’idea di mettere in scena una nonnina ultra tecnologica travestita da guerriero ninja. Il risultato visivo finale è una sorta di telefilm in stile cartoon che, dal punto di vista estetico (recitazione, fotografia, costumi e scenografia) rende omaggio alle grandi serie tv degli anni 80”.