martedì 3 dicembre 2013

ESCE COME E-BOOK UN GRANDE THRILLER STORICO DESTINATO A LASCIARE IL SEGNO

La maledizione dei Gualdrada desta nel lettore una curiosità arcana, tra duelli, inseguimenti e delitti, e fa riscoprire la bellezza enigmatica dei Castelli Romani.

L'e-book scritto da Giangiacomo Gorgucci fonde il genere giallo con la Grande Storia e ci proietta indietro nel tempo, in un Medioevo violento e caotico. 


Per il mercato digitale arriva un'imperdibile novità.(La trovi anche su http://www.mazy.it/scheda-ebook/giangiacomo-gorgucci/la-maledizione-dei-gualdrada-9788877425485-147659.html)
Giangiacomo Gorgucci, l'autore dello straordinario e-book, non ha nulla da invidiare a Frank Schätzing, Candace Robb o Ellis Peters. 

Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo e di rivolgergli alcune domande.


1. Il tuo romanzo è ambientato nel XII secolo, negli anni turbolenti in cui la campagna romana è percorsa dalle truppe imperiali del Barbarossa e dagli alleati del pontefice Alessandro III. Cosa ti affascina di più di questo periodo storico?

La scelta della campagna romana come ambientazione nasce dalla mia passione per la storia di Tuscolo, la città distrutta da Roma proprio nel XII secolo e mai più risorta. Il suo tragico destino mi ha colpito molto e mi ha spinto a studiare più attentamente il suo passato. In generale comunque ritengo il basso medioevo un periodo ricco di mutamenti e suggestioni, lo sfondo perfetto per un romanzo.


2. Parlaci un po’ di Michele de Sauli, il protagonista della tua opera, il cavaliere di origine tuscolana che ha il compito di indagare su un catena di atroci delitti.

Potrebbe sembrare il classico stereotipo dell’investigatore: intelligente, coraggioso, curioso, sicuro di sé. In realtà proprio durante il romanzo sarà costretto a vivere eventi che lo porteranno a compiere scelte difficili e che  incrineranno le sue certezze, lasciando trasparire il lato più oscuro e irrazionale del suo carattere. Ha certamente una personalità complessa, tutta da scoprire.


3. Dalla lettura del tuo e-book colpiscono molto le pagine dedicate alle battaglie, che hanno un sapore crudo e fortemente realistico. Che giudizio hai della guerra in generale e più specificatamente delle lotte intestine che dividevano allora il Papato?
Personalmente disprezzo la violenza, credo che la guerra sia l’apoteosi della follia umana, un’aberrazione. Le battaglie del passato però hanno un fascino particolare, soprattutto quelle medievali. Il loro ricordo è accompagnato da un sapore arcaico, quasi epico.

4. Ci sono scrittori che ti hanno maggiormente influenzato ed a cui ti senti più vicino?
Da adolescente ho adorato i gialli classici e la letteratura horror, ma anche le avventure dei personaggi di Calvino e il realismo di Pasolini.  Se però devo pensare ad uno scrittore che mi ha emozionato particolarmente dico Garcia Marquez, per quella mescolanza di verità e leggenda che attraversa molti suoi racconti.

5. Nella genesi del romanzo quanto tempo hai dedicato alla costruzione della trama e quali sono state le maggiori difficoltà – pratiche e tecniche - per uno scrittore esordiente?
All’inizio è stato come trovarsi al buio, non sapevo assolutamente come muovermi. La struttura del giallo l’ho costruita in breve tempo, il difficile è stato dare un senso compiuto all’ammasso di idee che mi venivano in mente.
Anche la fase di documentazione storica è stata lunga e faticosa, sia per la complessità nell’accedere alle fonti, sia per la scarsezza dei documenti a disposizione. Quello che ho scelto come sfondo per il romanzo è un periodo storico avvolto nella nebbia del tempo, provare a rappresentarlo è stata una vera sfida.

6. Dopo Il mercante dei libri maledetti di Marcello Simoni, sono seguiti molti gialli storici di grande fortuna editoriale. A cosa è dovuto secondo te l’attuale successo dell’accoppiata poliziesco e romanzo storico?
Io vedo il romanzo storico come una piccola macchina del tempo, che permette di rivivere il passato senza la complessità del saggio. La riuscita della fusione con il thriller potrebbe dipendere dal fatto che ormai il giallo contemporaneo non può fare a meno di utilizzare i nuovi mezzi di investigazione: Scientifica, intercettazioni, autopsie. Nel giallo storico invece l’indagine è fondata quasi esclusivamente sulle sensazioni umane, sui dialoghi tra le persone, a volte soltanto su semplici deduzioni logiche. Questo permette al lettore di avere a disposizione gli stessi strumenti di valutazione dell’investigatore, e lo porta istintivamente a cimentarsi con il mistero.


7. Credi nelle potenzialità del mercato digitale? Cosa significa oggi muoversi nel mondo variegato degli e-book?
Devo ammettere che è un mondo completamente nuovo per me. Ne intuisco l’enorme potenziale, ma onestamente ancora non sono riuscito a farmi un’idea chiara di come districarmi in questa realtà. 

8. Se dovessi convincere qualcuno ad acquistare il tuo e-book, cosa gli diresti? Tre buone ragioni per comprare La maledizione dei Gualdrada.
Intanto perché è un bel giallo, con molti colpi di scena e un finale non scontato. Poi lo consiglierei per il ritmo della narrazione, volutamente alto. Infine metterei in evidenza l’atmosfera a tinte fosche che fa da scenario all’intero racconto. Sono certo che gli amanti del genere non resteranno delusi. 



Per chi volesse acquistare LA MALEDIZIONE DEI GUALDRADA, può trovare l'-book sul sito della casa editrice www.gremese.com o in tutte le librerie on line.