martedì 24 marzo 2015

Nella capitale va in scena FANTASMI A ROMA, tra fiaba e satira

Al Teatro in Portico della Garbatella divertente rivisitazione della commedia Fantasmi a Roma del regista Antonio Pietrangeli.

Una contessa vive in una vecchia villa patrizia assieme... ad una allegra brigata di fantasmi. Gli strani coinquilini si dimostreranno i migliori amici della donna.
DAL 9 APRILE IN VIA CIRCONVALLAZIONE OSTIENSE 197

ROMA, 9 aprile 2015 ore 21 - Presso il Teatro romano "In Portico" in Circ. ne Ostiense, 197, alla Garbatella, TEATRI ITALIANI e TEATRANDO AMANDO, in collaborazione con la CLEAN SERVICE S.r.l., presentano la rappresentazione teatrale intitolata "Fantasmi a Roma" che riprende rielaborandola la commedia della famosa pellicola del 1961 diretta da Antonio Pietrangeli e sceneggiata con il regista da Ennio Flaiano, Ruggero Maccari e Ettore Scola.
In sintesi, sotto il cielo di  Roma, in una villa patrizia, la Contessa di Roviano vive sola. Apparentemente! Perché con lei vivono, si fa per dire, un’allegra brigata di fantasmi. Come dice  la Contessa, ormai abituata al quotidiano  rapporto con i suoi coinquilini: “per diventare fantasma devono essere dipartiti di morte violenta in quella casa, appartenenti alla famiglia dei Roviano, ed avere una predilezione per il Teatro".
Lo scopo degli interpreti di questa divertente commedia teatrale sarà quindi quello di condividere col pubblico intervenuto le numerose e caotiche vicissitudini familiari.
Libero adattamento di Francesco PROIETTI e Annamaria GARGOTTICH, musiche di Emanuele PULEIO, luci di Enrico POMPILI, Regia di Francesco PROIETTI. Con Alberto CACCIALUPI, Angelo CANNARILE, Annamaria GARGOTTICH, Luigi STANZIANI, Iolanda MASI, Marco MANCINI, Maria PIGNATELLI, Maurizio SINIBALDI, Nicola Rosario CAPOBIANCO, Patrizia TRUCCA, Roberta BRACCI, Pietro BIAGINI, Gabriele PROIETTI.


A cura dell'Ufficio Stampa I.S. IDEA SERVICE S.C. - QUIRINO MARTELLINI cell. 347-2669307 

LA LOCATION – Il Teatro In Portico è inserito all’interno della Struttura parrocchiale di Santa Galla di cui però abbiamo poche notizie da S. Gregorio Magno, che ricorda alcuni tratti edificanti della sua vita nel IV libro dei "Dialoghi", e da S. Fulgenzio di Ruspe che scrisse una "Lettera a Galla, vedova" (Migne). Visse dal 504 al 550 in un periodo particolarmente difficile della storia di Roma, devastata dalle invasioni barbariche. Suo padre, Q. Aurelio Simmaco, descritto come "persona impagabile, onore del genere umano", da suo genero Severino Boezio, ebbe tre figlie: Proba, Galla e Rusticiana. La prima si dedicò subito alla vita religiosa; Rusticiana fu sposa di Severino Boezio; Galla sposò un giovane esemplare, di cui non ci è stato tramandato il nome, e rimase vedova dopo appena un anno. Si dedicò allora alla preghiera e alla cura dei poveri. 


CONVENZIONI PERI BIGLIETTI:
CRAL - Prezzo biglietto euro 15,00. Per i soli tesserati del Cral è prevista una riduzione del biglietto a euro 10,00. E’ prevista una ulteriore riduzione se il gruppo raggiunge le 12 persone. Ogni 11 partecipanti verrà rilasciato un biglietto omaggio.
CENTRI ANZIANI - Prezzo biglietto euro 5,00 per i soli iscritti, unicamente nella giornata di sabato 11 aprile ore 17.00.  Al raggiungimento di 50/60 unita. Per lo sbigliettamento un vostro responsabile presenterà, prima dell’ inizio dello spettacolo, la lista dei partecipanti ad un nostro incaricato. Prezzo biglietto altri spettacoli 15.00 riduzione over 65 e under 12 euro 13.00 - Domenica spettacolo pomeridiano ore 17.30
BURRACO - Prezzo biglietto euro 15,00 per i giocatori di burraco è prevista una riduzione del biglietto a euro 10,00. Per gli appartenenti ai Circoli è stata prevista una ulteriore riduzione se il gruppo raggiunge le 12 persone. Ogni 11 partecipanti verrà rilasciato un biglietto omaggio.

TRAMA DELL’OMONIMO FILM - Il principe di Roviano vive con quattro fantasmi (larve d'antenati morti di morte violenta) in un antico palazzo della vecchia Roma. La singolare convivenza trascorre con reciproca e tranquilla comprensione fino al giorno in cui il vecchio principe fa esplodere uno scaldabagno tentando di ripararlo e ne rimane vittima. L'incidente, se da un lato offre la possibilità all'anziano gentiluomo di congiungersi in spirito ai diletti antenati, pone dall'altro le premesse di una preoccupante minaccia per tutti: quella dello sfratto. Federico Roviano, nipote del principe, non chiede infatti di meglio che sacrificare il palazzo dei Roviano alla speculazione edilizia, traendone quel lauto guadagno a lui necessario per affrancarsi dalla schiavitù, soprattutto economica, che lo lega a Rossana, un'attrice pettegola e festaiola. Per allontanare la minaccia del piccone demolitore occorre che l'antico palazzo venga proclamato monumento nazionale. Subito gli eterei inquilini ricorrono all'aiuto di un pittore cinquecentesco, Caparra, che abita una vecchia torre dell'Appia Antica. La promessa di ospitalità nell'antico palazzo induce il pittore a dar mano ad un affresco che però, scoperto da un intenditore, viene giudicato di trascurabile importanza, con vergogna del Caparra e disperazione degli altri. Ma i fantasmi non disarmano: san bene come vanno le cose, in questo mondo.