lunedì 21 gennaio 2013

La RAI apre al web. Tutte le novità da viale Mazzini…

Dopo aver varato un piano di produzione definito di “transizione”...
la struttura di RAIFICTION diretta da Eleonora Andreatta si prepara a produrre fiction ad hoc per i canali della rete!

 
 

Il pubblico televisivo italiano è in attesa di una stagione RAI che si preannuncia avara di sorprese, perché ad essere premiate nella programmazione 2013 sono stati i soliti competitori e le storie più legate a schemi narrativi consolidati e agli unici tre macrogeneri praticati in televisione (poliziesco, commedia, melodramma).

Grande attenzione nel piano di produzione è stata data ai costi, con la decisione di girare le future fiction in Italia, in maniera tale da favorire le maestranze nostrane e fermare la tendenza alla delocalizzazione. Le nuove linee editoriali dettate dalla Andreatta – a dire il vero una generosa dichiarazione di intenti, stando alle fiction promosse, che non rappresentano un grande cambiamento – riguarderanno soprattutto i contenuti delle produzioni. Le fiction in costume verranno fortemente ridimensionate, in favore di serie tv legate a tematiche più attuali. Sarà privilegiato il regionalismo e la riscoperta del territorio, dando spazio alla contemporaneità, ai problemi dell’oggi ed alle questioni sociali. I soggetti e le tematiche cercheranno di dare una rappresentazione non stereotipata delle donne, di sposare il punto di vista delle giovani generazioni e di fornire una visione autentica della società civile.

 Questa annunciata “rivoluzione” influenzerà anche i prossimi casting: attrici e attori saranno scelti per la loro capacità di interpretare personaggi veri e realistici, in cui il pubblico possa identificarsi, e non per la loro bellezza statuaria alla Arcuri.

Ricordiamo però che il parco attori è sempre abbastanza ristretto e legato agli stessi nomi, con cifre da capogiro per i loro cachet. Secondo il mensile “Tivù”, infatti, Terence Hill, per una serie lunga chiederebbe poco meno di un milione di euro; Beppe Fiorello chiederebbe da 400mila a 600mila per miniserie; Gigi Proietti 500mila euro per due puntate; Gabriella Pession 600mila euro per una serie di sei puntate; Luca Zingaretti per una puntata di Montalbano è pagato 450mila euro; Vittoria Puccini guadagnerebbe solitamente dai 100 ai 200mila euro a puntata di miniserie.

 La stagione era stata presa in corsa, il tempo era esiguo ed il neodirettore, Eleonora Andreatta, fa capire che meglio di così non si poteva fare con il piano di produzione 2013 e lo considera di “mediazione”. Nonostante la crisi, il piano approvato a dicembre dalla RAI contempla la bellezza di 26 produzioni, tra lunga e breve serialità, con ben 120 serate per RAI1. Il 20% in più rispetto al 2012!

Sul fronte delle riconferme di fiction hanno trovato spazio la seconda stagione di Fuoriclasse, la serie incentrata sul mondo della scuola con protagonisti Luciana Littizzetto e Neri Marcorè, e la seconda serie di Caccia al Re – La Narcotici, nella quale si continuerà ad affrontare il dramma della tossicodipendenza.

A farla da padrone è stata la Albatross, società che si è aggiudicata diverse ore televisive. Aggiudicati a Iacchia infatti La legge del più debole, un legal drama in otto puntate firmato da Peter Exacoustos, e la cruda miniserie Angela - Rapita dalla giustizia, che racconta la storia di Angela Lucano (una bambina che nel ’95 è stata sottratta alla propria famiglia perché si pensava fosse vittima di abuso da parte del padre).

Invece la Lux Vide produrrà per RAI1 The Deal, una miniserie scritta da Stefano Bises e Monica Rametta che mescola storia e melodramma e narra dell’accordo tra l’esercito americano e la mafia per lo sbarco in Sicilia.

Gli autori Bises e Rametta, lanciatissimi dopo il successo di Tutti Pazzi per Amore e Una Grande Famiglia, sono tornati alla sceneggiatura affiancati da Ivan Cotroneo nella serie Un’altra vita, una lunga serialità che racconta la storia di una donna medico costretta a separarsi da un marito, un luminare della medicina arrestato per corruzione.

Per la Pepito Produzioni, la società di Saccà, ha posto Un marito di troppo, il terzo capitolo della briosa trilogia comica In caso d’amore. Il film tv ruota attorno alla storia di una ragazza felicemente fidanzata, che omette di dire agli amici e ai parenti di essere in realtà già sposata.

Interessante, soprattutto per noi giallisti, la new entry della Europroduzione, guidata da Renato Vacatello, che mette in cantiere Il commissario Pedra Delicado, una detection in rosa, ispirata ai noti e riuscitissimi libri di Alicia Giménez-Bartlett.

Tra i progetti grande attesa è riservata per la trasposizione italiana della serie catalana Pulseras Rojas, tradotta letteralmente in Braccialetti Rossi. Prodotta dalla Palomar di Carlo Degli Esposti, la fiction in sei puntate racconterà attraverso gli occhi di alcuni bambini e ragazzi ricoverati in un ospedale pediatrico i problemi e le angosce legate alla malattia e al futuro. La sceneggiatura sarà dell’infaticabile Sandro Petraglia.

Infine in lavorazione, per la penna di Andrea Porporati, la miniserie in due puntate Qualunque cosa succeda, incentrata sulla figura di Giorgio Ambrosoli.

Quanto al Piano Fiction che sarà varato per 2014 – ha spiegato recentemente l’Andreatta -, questo sarà predisposto sulla base di linee editoriali chiare che devono necessariamente precedere la presentazione dei progetti e che, di conseguenza per il neodirettore è necessario condividere con i produttori.

L’Andreatta non solo si è adoperata per una sollecita approvazione del Piano Fiction 2013, ma si è anche impegnata affinché la RAI stipuli i contratti di produzione prima che le riprese abbiano inizio, per accelerare i tempi. Eleonora Andreatta ha spiegato che, benché quello del 2013 sia un piano “di transizione”, ci sono state comunque delle novità: l’applicazione di nuove linee editoriali nella selezione dei progetti, un aumento delle ore complessive di fiction e un aumento dell'investimento (quasi 180 milioni di euro).

 Il neodirettore di RAIFICTION ha annunciato la costituzione imminente di una linea produttiva dedicata alle produzioni per il web.  Lo ha fatto venerdì scorso in un incontro avuto presso la Casa del Cinema con l’APT (Associazione produttori televisivi), presieduta da Fabiano Fabiani, sottolineando come "l’innovazione necessaria su tutta la fiction RAI - in particolare per conquistare il pubblico giovane e il mercato estero - abbia bisogno soprattutto di modernità e contemporaneità di linguaggio, da realizzare nel perimetro di una produzione altamente professionalizzata".

Il direttore di RAIFICTION ha anche assicurato l’impegno dell’azienda di viale Mazzini di affiancare l’APT nella ricerca di fondi per il settore, siano essi regionali, siano l’inclusione della produzione televisiva tra i beneficiari del tax credit, sinora riservato al cinema. Ma l’apertura della RAI verso la Rete e le possibilità del web suona come una decisione storica, purchè dalle parole poi si passi ai fatti.