giovedì 20 giugno 2013

IL MARE DI PALIZZI - Esordio folgorante di Ada Murolo

Recensione del romanzo della Murolo edito da Frassinelli. Un'opera potente e piena di nostalgia per gli affetti infantili e per il mondo della Magna Grecia. Un'opera da cui balza fuori una Calabria avvolgente e solare, tanto da invogliare il lettore a visitare i luoghi descritti dalla scrittrice. La vita a Palizzi in emozioni e immagini di grande letteratura che si presterebbe bene ad una trasposizione cinematografica. 

La protagonista, Adela, torna dopo tanti anni nel paese dove è nata - Palizzi nel reggino sul Mare Ionico - alla ricerca delle sue radici e dei tanti perché alla base della sua scontrosità di bimba, della lontananza della madre e della freddezza attuale del fratello che pure fu suo grande compagno di giochi.
Adela, al contrario della madre, del fratello e delle sorelle, vuole ricordare la sua e la loro vita a Palizzi, l’affetto grande per il padre, ripercorrendo le strade, i luoghi, le emozioni, le immagini delle persone di quando era bambina e credeva che tutto il mondo, il suo mondo, fosse racchiuso in quell’angolo di terra sospeso tra cielo, mare e montagne.

Piccolo angolo di terra sì, quello circoscritto tra Palizzi, Bova, Melito di Porto Salvo, Gambarie, Pellaro, Reggio Calabria, ma non angusto perché le storie, le parole, i suoni, i colori, i sapori, i personaggi, i nomi e gli appellativi, rimbalzano  vividi fino a noi, da un mondo lontano, arcaico, quello della “Magna Grecia”. Il romanzo è pieno della nostalgia per quel mondo, per gli affetti infantili, e si legge con commozione e struggimento.
Quei ricordi, in fondo, appartengono a tutti noi e ci sollecitano a tirar fuori dalla nostra memoria i nostri personali vissuti; in questo particolare momento di crisi che stiamo vivendo, fa bene ricordare….ricordare che veniamo da lontano .“Perché che cosa siamo noi se non la nostra memoria?” chiede Adele, addolorata  e stupita che la madre ed i fratelli non vogliano ricordare, ma solo allontanarsi dal loro vissuto e da tutte le cose che possono ricordarlo. Adele insiste sui ricordi, e li ricerca per poterli scolpire in modo indelebile nel suo cuore.

Ada Murolo è alla sua opera prima, ma dimostra una straordinaria capacità e sensibilità di scrittrice, che sa analizzare i personaggi usando il bisturi dell’anima. Usa un lessico raffinatissimo, un fraseggiare compiuto dove ogni parola è essenziale ma ricercata, quasi suono dell’immagine che vuole rappresentare. L’uso delle frasi e delle parole dialettali non appesantisce la lettura, ma anzi l’arricchisce perché molte delle parole e dei detti, si presentano come le radici di molte parole italiane e quindi riconoscibili.
Dal romanzo della Murolo balza una Calabria bella ed avvolgente, solare, tanto da invogliare il lettore a visitare i luoghi descritti dalla scrittrice, per assaporarne i sapori ed inebriarsi dei profumi e dei colori. 


Il romanzo si presta egregiamente ad essere sceneggiato per il cinema o la televisione. La location è quello splendida e suggestiva dei luoghi descritti ne "Il mare di Palizzi" (http://www.unilibro.it/libro/murolo-ada/il-mare-di-palizzi/9788820054502 ).


Recensione a cura di Carla Sbrana